In questa guida dedicata all’edizione 2026, troverai tutte le informazioni utili per partecipare: date e orari, programma completo, origine e significato della tradizione, oltre alle indicazioni pratiche su accessi, viabilità, parcheggi e sicurezza. Un contenuto pensato per chi vuole vivere il Falò di Sant’Antonio a Varese in modo consapevole e organizzato.
In questa guida dedicata all’edizione 2026, troverai tutte le informazioni utili per partecipare: date e orari, programma completo, origine e significato della tradizione, oltre alle indicazioni pratiche su accessi, viabilità, parcheggi e sicurezza. Un contenuto pensato per chi vuole vivere il Falò di Sant’Antonio a Varese in modo consapevole e organizzato.
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Ogni anno, tra il 16 e il 17 gennaio, il centro storico di Varese si raccoglie attorno a Piazza della Motta, che diventa il punto di riferimento della festività. Qui viene accesa la grande pira votiva dedicata a Sant’Antonio Abate, accompagnata da celebrazioni religiose, riti tradizionali e momenti di partecipazione collettiva.

Il Falò di Sant’Antonio unisce devozione religiosa e tradizione popolare ed è documentato a Varese da diversi secoli. La sera del 16 gennaio, vigilia della festa, migliaia di persone assistono all’accensione del falò, mentre il 17 gennaio è dedicato alle funzioni religiose, alla benedizione degli animali e alle iniziative conclusive. L’evento è organizzato dai Monelli della Motta, in collaborazione con la parrocchia e il Comune, e coinvolge volontari, associazioni e cittadini.

Storia e significato del Falò di Sant’Antonio a Varese

Il Falò di Sant’Antonio alla Motta è una delle tradizioni più antiche e identitarie di Varese. Le prime testimonianze documentate risalgono almeno al XVI secolo: già nel 1572 la festa di Sant’Antonio veniva citata tra le celebrazioni ufficiali della città, segno di una devozione radicata nel tempo. Il quartiere della Motta, dove sorge la chiesa dedicata al Santo, è da secoli il centro di questa ricorrenza.

Figura centrale della tradizione sono i Monelli della Motta, il cui nome compare nelle cronache già nel 1619. In origine si trattava dei giovani del rione, spesso descritti come ragazzi vivaci e irrequieti, che nel tempo hanno assunto il ruolo di custodi della festa. Ancora oggi i Monelli sono i principali organizzatori del falò e ne garantiscono la continuità, occupandosi dell’allestimento della pira, del coordinamento degli eventi e delle iniziative benefiche.

Il falò è legato alla figura di Sant’Antonio Abate, monaco vissuto tra il III e il IV secolo, considerato il protettore degli animali domestici e da stalla, dei contadini e del mondo rurale. Nella tradizione popolare viene spesso raffigurato con accanto un maialino, simbolo della protezione sugli animali e della vita agricola. Non a caso, il giorno della festa è ancora oggi caratterizzato dalla benedizione degli animali, uno dei riti più partecipati.

Secondo la leggenda, Sant’Antonio riuscì a sottrarre il fuoco agli inferi per donarlo agli uomini. Da questo racconto nasce il significato simbolico del falò, che rappresenta la vittoria della luce sull’oscurità, il superamento dell’inverno e l’auspicio di una nuova stagione favorevole. Il fuoco assume quindi una funzione purificatrice e propiziatoria, legata alla salute, alla fertilità e al lavoro della terra.

A Varese il falò è accompagnato da un’antica credenza popolare: la direzione del fumo e delle scintille viene interpretata come un segnale sull’anno che verrà. Se il fumo si dirige verso la città è considerato un presagio negativo, mentre se si sposta verso la campagna viene letto come segno di prosperità. Questa lettura simbolica è ancora oggi uno dei momenti più osservati e commentati durante l’accensione.

Un altro elemento centrale della tradizione è quello dei bigliettini dei desideri. Secondo un detto popolare molto diffuso, “Sant’Antonio dalla barba bianca fammi trovare quello che mi manca”, il Santo aiuterebbe a ritrovare ciò che manca nella vita, che si tratti di amore, lavoro o fortuna. Per questo motivo, durante la vigilia del falò, i fedeli scrivono desideri e propositi su piccoli foglietti che vengono poi bruciati nella pira. La tradizione vuole che il contenuto resti segreto, affinché il desiderio possa avverarsi.

In passato le ceneri del falò venivano raccolte e conservate nelle stalle come segno di protezione per il bestiame. Questo gesto, oggi non più praticato, testimonia il forte legame tra la festa e il mondo contadino. Ancora oggi, però, la benedizione degli animali e dei pani richiama simbolicamente quella dimensione rurale e comunitaria.

Nel corso del Novecento la tradizione ha attraversato momenti di difficoltà, in particolare nel periodo del primo dopoguerra, quando il falò rischiò di scomparire. La ripresa definitiva avvenne negli anni Sessanta, da cui in poi la festa è diventata un appuntamento fisso del calendario cittadino. Anche in tempi recenti, in situazioni complesse, il rito non è mai stato completamente interrotto, mantenendo una forte valenza

Date, orari e programma del Falò di Sant’Antonio a Varese 2026

Il Falò di Sant’Antonio a Varese si svolge tra venerdì 16 gennaio 2026, vigilia della festa, e sabato 17 gennaio 2026, giorno dedicato a Sant’Antonio Abate. Il cuore dell’evento è Piazza della Motta, mentre le celebrazioni religiose si tengono nella Chiesa di Sant’Antonio alla Motta

Venerdì 16 gennaio 2026

La giornata della vigilia inizia già al mattino. Alle 10:00 viene celebrata nella Chiesa di Sant’Antonio alla Motta la Santa Messa solenne, durante la quale si svolge anche la benedizione delle candele votive. È il primo momento ufficiale della festa e segna l’avvio delle celebrazioni religiose.

Dalla mattinata, mentre la chiesa accoglie i fedeli, in Piazza della Motta i volontari iniziano l’allestimento della grande pira, costruita al centro della piazza con legna e bancali di abete certificati. Parallelamente prende vita la parte più popolare della festa. Intorno alle 11:00 aprono i banchi gastronomici e i mercatini, che resteranno attivi per tutta la giornata.

Passeggiando tra Piazza della Motta, Via Carrobbio e Piazza Monte Grappa, è possibile gustare le salamelle varesine alla griglia, protagoniste assolute della festa, insieme a dolci tipici, mustazzitt alla cannella, frittelle, caldarroste e prodotti locali. Già dal primo pomeriggio l’area del centro storico si anima, con un flusso continuo di visitatori attratti dal profumo del cibo e dall’atmosfera di festa.

Nel tardo pomeriggio, alle 18:00, nella chiesa si svolge una Messa vespertina. Durante questa celebrazione è possibile accendere una candela votiva in onore di Sant’Antonio, secondo una tradizione ancora molto sentita.

Sempre dalle 18:00, a pochi passi dalla piazza, il Gruppo Alpini di Varese, nella sede di Via degli Alpini 1, apre il proprio punto di ristoro. Qui viene proposto un rinfresco con salumi, pasta e fagioli, torta di pane e vin brulé, offrendo un’alternativa utile per chi desidera cenare e riscaldarsi prima del momento centrale della serata.

Con l’arrivo della sera, a partire dalle 20:00, Piazza della Motta si riempie progressivamente. La piazza si anima con canti e intrattenimento musicale, mentre cresce l’attesa per il falò. Intorno alle 20:30 prende avvio la processione solenne con la statua di Sant’Antonio Abate, accompagnata dai Monelli della Motta, dalle autorità civili e religiose e da numerosi fedeli. Il corteo attraversa Via San Francesco, Via Bernascone, Piazza Monte Grappa e Via Carrobbio, per poi concludersi in Piazza della Motta. Molti partecipanti portano fiaccole accese, contribuendo a creare un’atmosfera suggestiva.

Poco prima delle 21:00, la statua del Santo arriva in piazza e l’attenzione si concentra sulla catasta di legna alta circa cinque metri. Alle 21:00 in punto avviene l’accensione del Falò di Sant’Antonio. Le torce vengono deposte alla base della pira da Monsignor Gabriele, prevosto di Varese, insieme ai Vigili del Fuoco in uniforme storica. In pochi istanti le fiamme si alzano, illuminate dal suono delle campane della chiesa, azionate tramite l’antica tastiera restaurata dai Monelli.

Il falò rappresenta un rito propiziatorio: secondo la tradizione, la direzione del fumo e delle scintille è un segno per l’anno che verrà. Se il fumo va verso la città è considerato di cattivo auspicio, se si dirige verso la campagna è interpretato come segno di prosperità. Molti partecipanti affidano al fuoco i propri bigliettini dei desideri, che vengono gettati nella pira in modo anonimo, secondo l’usanza popolare legata a Sant’Antonio “dalla barba bianca”. L’affluenza è elevata: nelle ultime edizioni si sono registrate tra le 5.000 e le 7.000 presenze, numeri attesi anche per il 2026.

Per chi non riesce a essere presente, l’accensione del falò può essere seguita in diretta streaming attraverso i media locali.

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Sabato 17 gennaio 2026

Il 17 gennaio è dedicato soprattutto alla devozione religiosa. Nella Chiesa di Sant’Antonio alla Motta si susseguono le Sante Messe del mattino, indicativamente alle 8:00, 9:00, 10:00 e 11:00. La celebrazione principale è quella delle 11:00, molto partecipata dai fedeli.

Subito dopo, intorno alle 12:00, sul sagrato della chiesa si svolge il rito della benedizione degli animali e dei pani. Vengono portati animali domestici come cani e gatti, ma anche animali meno comuni, in ricordo di Sant’Antonio Abate come protettore degli animali da stalla e domestici. Questo rito richiama le origini contadine della festa e il legame con la vita rurale.

Verso le 12:15, i bambini delle scuole elementari partecipano al tradizionale lancio dei palloncini colorati, ognuno contenente un bigliettino con un desiderio o un pensiero. È uno dei momenti più sentiti della giornata e coinvolge attivamente le famiglie.

Nel pomeriggio la festa entra nella fase conclusiva. Alle 18:00 viene celebrata un’ulteriore Messa solenne, alla presenza dell’Associazione Panificatori, che distribuisce il Pan di Sant’Antonio ai fedeli.

La manifestazione si chiude in serata. Alle 20:30, presso la sede dei Monelli della Motta in Via San Francesco d’Assisi 26, si svolge l’estrazione della lotteria di Sant’Antonio. I numeri vincenti vengono pubblicati online dagli organizzatori. Il ricavato della lotteria e delle iniziative gastronomiche viene devoluto in beneficenza, mantenendo vivo il valore solidale della tradizione.

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Come arrivare al Falò di Sant’Antonio e dove parcheggiare

Chi arriva in auto può raggiungere Varese tramite l’Autostrada A8 Milano–Varese, uscendo a Varese Est o Varese Centro. Dal casello è sufficiente seguire le indicazioni per il centro città. È però importante sapere che Piazza della Motta, cuore dell’evento, si trova in una zona centrale a traffico limitato, con strade strette e numerose chiusure temporanee legate alla manifestazione. Per questo motivo è consigliabile non tentare di arrivare in auto fino alla piazza, ma lasciare il veicolo in uno dei parcheggi più esterni e proseguire a piedi per l’ultimo tratto.

Chi preferisce il treno può contare su due stazioni principali. La stazione Varese FS, in Piazza Trieste, è servita dai treni regionali Trenord e TILO sulle linee Porto Ceresio–Varese–Gallarate–Milano e sulla linea transfrontaliera da Lugano e Mendrisio. Accanto si trova la stazione Varese Nord, capolinea della linea Milano Cadorna–Saronno–Varese–Laveno. Da Milano il viaggio dura circa un’ora. Entrambe le stazioni distano circa 10 minuti a piedi da Piazza della Motta, seguendo via Morosini e via Maroni. In alternativa, dai piazzali delle stazioni partono autobus urbani che fermano in Piazza Monte Grappa o Piazza Beccaria, a pochi passi dall’area del falò.

Per chi utilizza i mezzi pubblici locali, Varese è servita da una rete di autobus urbani che collegano i quartieri cittadini e i comuni limitrofi al centro. Le linee che fermano in zona Piazza Monte Grappa o Piazza Vittorio Veneto consentono di raggiungere Piazza della Motta in pochi minuti a piedi. Sono presenti anche linee extraurbane che convergono in centro. Va considerato che la sera del 16 gennaio, dopo le 20:00, il servizio autobus è ridotto; in caso di necessità è possibile utilizzare il servizio taxi dalla stazione.

Parcheggi in zona e più vicini

Il parcheggio più vicino all’area dell’evento è l’Autosilo ACI di Via San Francesco d’Assisi, situato subito dietro Piazza della Motta, accanto ai Giardini Estensi. Tuttavia, essendo all’interno dell’area interessata dal falò, questo parcheggio è accessibile solo fino alle 19:00 del 16 gennaio; successivamente l’accesso viene chiuso e riaperto indicativamente intorno alla mezzanotte.

Tra le alternative più comode ci sono il Parking Le Corti, parcheggio multipiano in Piazza Repubblica, e il Parcheggio Sempione, in Via Sempione, nella zona delle stazioni. Entrambi sono aperti 24 ore su 24, a pagamento, e distano circa 5–10 minuti a piedi da Piazza della Motta.

In città sono presenti anche molti parcheggi a raso con strisce blu. Dopo le 20:00, la sosta su queste strisce non tariffate è generalmente gratuita, ma è fondamentale ricordare che nelle vie chiuse per la manifestazione non è comunque consentito parcheggiare. Una soluzione pratica può essere cercare posto in Viale Europa, nella zona del sottopasso Gaggianello, o in aree leggermente più periferiche e poi raggiungere il centro a piedi.

Per chi cerca un’opzione economica, sono disponibili i parcheggi di Via Cimone e Piazzale Kennedy, nei pressi dello stadio. Il costo è contenuto, con tariffa giornaliera intorno ai 2 euro (fino alle 20:00, poi gratuito), ma da qui occorre camminare 10–15 minuti per arrivare in zona Motta.

Viabilità e chiusure

Durante i giorni del falò, diverse strade del centro storico vengono chiuse al traffico per motivi di sicurezza. Piazza della Motta, Via Carrobbio e Via Bernascone (nel tratto adiacente alla piazza) restano interdette ai veicoli dal mattino di venerdì 16 gennaio fino alla conclusione dell’evento, presumibilmente nella notte di sabato 17 gennaio. Ulteriori chiusure temporanee interessano Via Lonati, Via Bizzozero e Via San Francesco, soprattutto nella fascia serale del 16 gennaio, indicativamente dalle 19:00 alle 2:00, e durante la benedizione degli animali del 17 gennaio, tra le 10:00 e le 13:00.

Per il pubblico generale vige il divieto di accesso in auto nell’area dell’evento. È quindi fortemente sconsigliato tentare di avvicinarsi a Piazza della Motta in macchina la sera del 16 gennaio: l’ultimo tratto va percorso necessariamente a piedi.

Accesso pedonale e gestione dei flussi

Considerata la grande affluenza prevista, l’accesso a Piazza della Motta è regolato da un sistema di senso unico pedonale. L’ingresso principale avviene da sud, passando da Piazza Monte Grappa e Via Carrobbio, mentre l’uscita è indirizzata verso Via Bizzozero o Via Lonati. È previsto anche un ingresso da nord, tramite Via Sant’Antonio, il vicolo a fianco della chiesa che sale da Corso Matteotti; da questo lato l’uscita avviene solo su Via Lonati, in direzione dei Giardini Estensi.

Gli accessi diretti a Piazza della Motta da Via Lonati e Via Bizzozero non sono consentiti, poiché queste strade vengono utilizzate esclusivamente come vie di uscita. Volontari e personale addetto, riconoscibili dalle pettorine, presidiano i varchi e indirizzano il flusso dei visitatori. In caso di afflusso superiore alla capienza di sicurezza della piazza, gli ingressi possono essere temporaneamente contingentati. In queste situazioni è importante seguire le indicazioni fornite sul posto.