La Giubiana è una tradizione antica e profondamente simbolica che ogni inverno torna a vivere in diverse zone della Lombardia, trovando nella Brianza uno dei suoi cuori più pulsanti. Tra falò, racconti popolari e riti tramandati nel tempo, rappresenta molto più di una semplice festa: è un’occasione per ritrovarsi, condividere e rinnovare il legame con le proprie radici.
Cos’è la Giubiana: origini e significato della tradizione
La Giubiana è una delle tradizioni popolari più antiche e suggestive della Lombardia, particolarmente radicata in Brianza. Non si tratta di una semplice festa folcloristica, ma di un vero e proprio rito collettivo che affonda le sue radici in un passato lontano, quando il ritmo della vita era scandito dalle stagioni, dal lavoro nei campi e dalla necessità di interpretare i cambiamenti della natura.
Alla base della Giubiana c’è una figura simbolica femminile, spesso rappresentata come una vecchia o una strega, realizzata con paglia, legno e abiti consumati. Questa figura incarna tutto ciò che l’inverno porta con sé: il freddo, la scarsità, la fatica, le difficoltà quotidiane e, più in generale, le negatività dell’anno appena trascorso. Bruciare la Giubiana significa liberarsene simbolicamente, lasciarla andare attraverso il fuoco e prepararsi all’arrivo della primavera.
Le origini pagane della Giubiana
In passato, la fine di gennaio rappresentava un momento cruciale: l’inverno non era ancora terminato, ma si iniziava a intravedere la possibilità di una nuova stagione produttiva. I falò rituali avevano la funzione di propiziare il raccolto, allontanare gli spiriti maligni e rafforzare il senso di protezione della comunità.
Il fuoco, elemento centrale del rito, aveva un valore altamente simbolico: purificava, scaldava, illuminava e trasformava. La cenere che restava dopo il rogo non veniva vista come uno scarto, ma come un segno di rinascita e fertilità, spesso associato simbolicamente alla terra che sarebbe tornata a produrre.
Il significato del rogo della Giubiana
Il momento più importante della tradizione è il rogo della Giubiana, che avviene tradizionalmente nell’ultimo giovedì di gennaio. Prima del falò, in molte località viene inscenato un processo simbolico, durante il quale la Giubiana viene accusata in modo ironico e teatrale di tutte le sventure dell’anno passato: il freddo pungente, la nebbia, i raccolti scarsi, le difficoltà quotidiane.
Questa messa in scena ha una funzione precisa: permette alla comunità di esprimere collettivamente le proprie paure e frustrazioni, trasformandole in racconto e condivisione. La condanna finale al rogo non è un atto punitivo, ma un gesto liberatorio, che segna la volontà di voltare pagina e guardare al futuro con rinnovata fiducia.
La Giubiana oggi: tra folklore e identità locale
Con il passare dei secoli, la Giubiana ha perso il suo significato rituale più arcaico, ma ha conservato un forte valore culturale e identitario. Oggi è una festa popolare che unisce generazioni diverse: bambini, adulti e anziani si ritrovano attorno al falò, condividendo cibo caldo, racconti, musica e tradizioni tramandate oralmente.
In Brianza, la Giubiana è diventata anche un’occasione per rafforzare il senso di comunità, valorizzare il dialetto, riscoprire le radici contadine e vivere uno dei pochi momenti dell’anno in cui il paese si ferma per ritrovarsi insieme. È proprio questo equilibrio tra passato e presente a rendere la Giubiana una tradizione ancora viva, capace di emozionare e coinvolgere anche chi vi assiste per la prima volta.
Giubiana 2026: date ufficiali in Brianza
La Giubiana segue una scansione temporale ben precisa, tramandata da secoli e ancora oggi rispettata nella maggior parte dei territori brianzoli. La tradizione vuole che la festa si celebri nell’ultimo giovedì di gennaio, giorno simbolico che rappresenta il passaggio dalla fase più dura dell’inverno verso un periodo di rinnovamento e rinascita. Nel 2026, questo appuntamento cade giovedì 29 gennaio, data che costituisce il cuore della celebrazione e il momento in cui si svolge il rito principale del processo simbolico e del rogo della Giubiana.
Nella pratica, però, la festa non si esaurisce sempre in una sola serata. In molti comuni della Brianza, infatti, il calendario della Giubiana viene ampliato per includere anche iniziative nei giorni immediatamente successivi, in particolare il venerdì e il fine settimana. Questa scelta risponde all’esigenza di permettere una partecipazione più ampia, soprattutto a famiglie e lavoratori, senza snaturare il significato della data tradizionale. Il giovedì resta il giorno più carico di valore simbolico, mentre gli eventi collaterali dei giorni successivi assumono spesso un carattere più conviviale e festoso.
In quali comuni assistere alla Giubiana
La Giubiana è una tradizione profondamente radicata in tutta la Brianza, e nel 2026 sarà possibile assistere ai festeggiamenti in numerosi comuni, ognuno con le proprie sfumature e peculiarità. Nella provincia di Monza e Brianza, località come Seregno, Desio, Besana in Brianza, Bovisio Masciago, Briosco, Biassono e Giussano continuano a mantenere viva la celebrazione, organizzando eventi che coinvolgono l’intera comunità. In questi centri, la Giubiana è spesso pensata come una festa popolare aperta a tutti, con una particolare attenzione alle famiglie e ai bambini.
Accanto alla Brianza monzese, anche la Brianza comasca rappresenta uno dei territori dove la Giubiana è più sentita. Comuni come Cantù, Alzate Brianza, Albavilla, Arosio, Brenna, Barni e Montano Lucino offrono celebrazioni che, pur seguendo lo stesso rito del falò, si distinguono per una forte componente narrativa e folkloristica. In questi contesti, la Giubiana assume spesso un carattere più teatrale, con processi simbolici recitati in dialetto e una partecipazione molto sentita da parte della popolazione locale.
Anche nella Brianza lecchese la tradizione è ancora viva, seppur con alcune varianti. Paesi come Annone di Brianza, Barzago e Bulciago celebrano la Giubiana mantenendo un’impostazione più raccolta e legata al paese, offrendo un’esperienza ideale per chi desidera scoprire la tradizione in un contesto più intimo e autentico. In queste zone, la data può talvolta subire piccoli adattamenti, ma il riferimento simbolico resta comunque l’ultimo giovedì di gennaio.
Seregno: una Giubiana per tutta la famiglia
Seregno è uno dei comuni in Brianza dove la Giubiana è celebrata con maggior intensità, grazie a un programma che riesce a coinvolgere tutti, dai bambini agli adulti. Nel 2026, la festa si svolgerà il 29 gennaio, con una serie di iniziative che inizieranno nel pomeriggio e culmineranno con il tradizionale rogo della Giubiana in serata.
Il pomeriggio sarà animato da attività per bambini, come laboratori creativi, racconti in dialetto sulla leggenda della Giubiana e giochi in piazza. La tradizionale “letterina alla Giubiana” permetterà ai più piccoli di scrivere i loro desideri per l’anno nuovo, da bruciare simbolicamente insieme alla figura di paglia. Alle ore 18:00 inizierà il corteo che percorrerà le vie del centro, con personaggi in costume che riproporranno in forma teatrale il processo alla Giubiana. Il falò verrà acceso intorno alle 19:00, e da quel momento la piazza centrale si trasformerà in un punto di ritrovo dove il calore del fuoco si unirà ai profumi delle specialità gastronomiche locali come risotto e polenta, serviti nei punti ristoro allestiti per l’occasione. La serata si concluderà con musica dal vivo, balli popolari e un’atmosfera festiva che coinvolgerà l’intera città.
Desio: un evento storico e teatrale
Desio è una delle località che ha mantenuto intatta la tradizione della Giubiana, celebrandola con un evento che combina il folklore alla teatralità. Nel 2026, l’appuntamento si terrà il 29 gennaio, a partire dalle ore 17:00, quando le strade del centro si animeranno di figuranti e musicisti in abiti storici. Uno dei momenti più caratteristici della Giubiana di Desio è il processo simbolico della Giubiana, una rappresentazione teatrale che coinvolge attivamente il pubblico. Gli abitanti del paese, spesso vestiti con costumi tradizionali, si uniscono in un corteo che, tra risate e accenti ironici, accompagna la condanna della figura di paglia.
La cerimonia del rogo avrà luogo intorno alle 18:30, quando la Giubiana verrà bruciata davanti agli occhi dei partecipanti, in un atto di purificazione e liberazione. Dopo il rogo, le festività proseguiranno con musica dal vivo e l’immancabile vin brulé, che riscalderà i cuori e le mani dei partecipanti. Desio è una meta perfetta per chi cerca una festa che unisce il fascino delle tradizioni locali con un’atmosfera vivace e coinvolgente.
Bovisio Masciago: una festa per tutti
Bovisio Masciago è un altro comune in Brianza dove la Giubiana viene celebrata con particolare attenzione alla comunità e alla partecipazione collettiva. Per il 2026, l’evento si terrà il 29 gennaio, con una serie di iniziative che inizieranno già nel primo pomeriggio. Le attività per i bambini, come i laboratori di pittura e la creazione di maschere tradizionali, saranno seguite da una grande sfilata che vedrà come protagonisti non solo i figuranti in costume, ma anche le famiglie che potranno partecipare attivamente al corteo.
Il momento culminante della giornata sarà, ovviamente, il rogo della Giubiana, che avrà luogo intorno alle 18:30. La grande figura di paglia, realizzata dai volontari del paese, verrà bruciata in un falò che, oltre a purificare simbolicamente la comunità, crea un’atmosfera di condivisione e di festa. Dopo il rogo, la piazza si trasformerà in un punto di ritrovo dove sarà possibile degustare piatti tipici come cassoeula e polenta, in un clima di allegria che proseguirà fino a tardi con musica dal vivo e balli folkloristici. Bovisio Masciago è una scelta ideale per chi cerca un evento che, pur mantenendo la tradizione, non rinuncia all’aspetto conviviale e festoso della celebrazione.
Giussano: la Giubiana tra cultura e tradizione
Giussano è un comune che celebra la Giubiana con una forte componente culturale e tradizionale. Nel 2026, l’appuntamento principale si terrà giovedì 29 gennaio, ma l’evento si estenderà su più giornate. Le celebrazioni inizieranno già nel pomeriggio con attività per bambini: i più piccoli potranno partecipare a giochi e laboratori creativi, dove realizzeranno lanterne e maschere in preparazione al corteo. Il corteo storico partirà alle 17:30, con figuranti che indosseranno costumi tradizionali e riproporranno la scena del processo alla Giubiana. La condanna e il rogo simbolico si terranno intorno alle 19:00, quando il falò prenderà vita davanti alla chiesa e alle case del paese, illuminando la piazza centrale.
Una delle particolarità di Giussano è l’attenzione alla musica tradizionale: durante la serata, infatti, si esibiranno gruppi locali che accompagneranno la festa con canti popolari, creando un’atmosfera tipica delle feste paesane. Dopo il rogo, il pubblico potrà riscaldarsi con un buon bicchiere di vin brulé e degustare alcuni piatti tipici della tradizione brianzola, come riso e luganega e polenta con brasato. Giussano rappresenta una delle esperienze più suggestive per chi cerca un mix di cultura, tradizione e divertimento.
Cantù: un evento di grande impatto scenico
Cantù è uno dei comuni più affermati nella celebrazione della Giubiana, un evento che negli anni è diventato un appuntamento imperdibile per gli appassionati di folklore e tradizioni popolari. Nel 2026, la Giubiana si celebrerà il 29 gennaio, con una serie di eventi che animeranno l’intero centro storico. La sfilata di apertura partirà nel primo pomeriggio, e vedrà una lunga processione di figuranti in costume, musicisti e abitanti del paese che si preparano al rogo.
Il momento culminante della festa sarà il processo simbolico della Giubiana, una rappresentazione teatrale che sarà recitata in dialetto locale. Questo atto teatrale non solo coinvolge la comunità, ma rende l’atmosfera ancora più suggestiva e autentica. Il rogo, che avverrà intorno alle 18:30, segnerà il culmine delle celebrazioni, con la grande figura di paglia che verrà bruciata davanti a centinaia di spettatori. La serata proseguirà con musica dal vivo, canti popolari e l’immancabile degustazione di piatti tipici come polenta e riso con salsiccia, che trasformeranno la piazza in un grande punto di ritrovo dove le tradizioni si mescolano alla convivialità.



