Da quando mi sono abilitata ho scelto di lavorare in trincea, sul territorio, a fianco dei pazienti. Credo molto nel ruolo del medico di famiglia, che in questi tempi è chiamato a non essere un mero prescrittore, ma un consulente che può consigliare e, alle volte, salvare il cittadino dalla iperprescrizione specialistica la quale tiene conto sempre più spesso del singolo pezzettino biologico-biochimico e non della intera persona. Per mantenere aperto il mio sguardo sul paziente mi sono poi approcciata alla medicina tradizionale cinese, in particolare all’Agopuntura, che amo, e che considero una valida arma per prevenire e combattere moltissimi disturbi che non trovano risposta con la sola Medicina Occidentale