A pochi chilometri dal centro di Lecco, i Piani d’Erna rappresentano uno dei punti di accesso più comodi per avvicinarsi al Resegone e trascorrere una giornata in montagna. La funivia permette di raggiungere rapidamente la quota, lasciando spazio a passeggiate panoramiche oppure a escursioni più impegnative verso le parti alte del massiccio.
Tra Piani d’Erna Lecco Monte Resegone escursioni, le possibilità cambiano molto in base all’esperienza e all’allenamento: alcuni percorsi attraversano prevalentemente boschi e pendii, altri affrontano terreni rocciosi, tratti esposti e dislivelli importanti. Prima di partire è quindi utile conoscere caratteristiche e difficoltà dei diversi sentieri, soprattutto se l’obiettivo è raggiungere la vetta.
Perché partire dai Piani d’Erna per scoprire il Resegone?
I Piani d’Erna si trovano sul versante lecchese del Resegone e permettono di entrare rapidamente in un ambiente di montagna pur rimanendo a poca distanza dalla città. Una volta arrivati in quota, il paesaggio si apre verso Lecco, il lago e le montagne circostanti, offrendo diverse possibilità anche a chi non ha intenzione di raggiungere la cima.
Il vantaggio principale è proprio la possibilità di scegliere il tipo di giornata in base alla propria preparazione. Ci si può limitare a passeggiare nei dintorni dei Piani d’Erna oppure utilizzare la località come punto di partenza per un’escursione più lunga.
Come raggiungere i Piani d’Erna con la funivia da Lecco?
La funivia Piani d’Erna parte dalla zona di Versasio, sopra Lecco, e permette di raggiungere direttamente la località in quota. È una soluzione particolarmente pratica per chi vuole dedicare più tempo ai sentieri del Resegone senza affrontare a piedi anche il dislivello iniziale dalla città.
Gli orari cambiano durante l’anno. In estate, di solito si prevedono corse giornaliere, con fasce differenti tra giorni feriali e fine settimana. Anche l’orario dell’ultima discesa varia in base al periodo. Le corse possono inoltre subire modifiche per esigenze di servizio o condizioni meteorologiche.
Per questo è meglio evitare di programmare il rientro contando su un orario conosciuto in precedenza. Prima di iniziare l’escursione conviene controllare sia l’apertura dell’impianto sia l’ultima corsa disponibile, lasciando un margine sufficiente per eventuali rallentamenti durante la discesa.
Quanto ci vuole dai Piani d’Erna alla cima del Resegone?
Il tempo necessario per arrivare in vetta dipende dal sentiero scelto. Dai Piani d’Erna esistono infatti percorsi con lunghezze e difficoltà differenti: il più semplice richiede indicativamente circa due ore e mezza, mentre alcune alternative più dirette permettono di ridurre il tempo ma presentano tratti più impegnativi.
Secondo le indicazioni del Rifugio Azzoni, il sentiero 7-17 attraverso il Passo del Giuff richiede circa 2 ore e 30 minuti, il 5-1 circa 2 ore, la variante della Val Caldera circa 2 ore e il Canale Bobbio circa un’ora e mezza. I tempi sono naturalmente indicativi e possono aumentare in base ad allenamento, soste, terreno e condizioni meteorologiche.
Il sentiero 7-17 dal Passo del Giuff: la salita più facile
Per chi cerca un sentiero facile Resegone, il percorso 7-17 attraverso il Passo del Giuff è quello indicato come meno impegnativo tra quelli che salgono dai Piani d’Erna. È classificato E, presenta circa 800 metri di dislivello e richiede indicativamente 2 ore e 30 minuti.
Dall’arrivo della funivia si raggiunge la Bocca d’Erna, da cui si imbocca il sentiero 7. Il percorso attraversa inizialmente un prato e prosegue poi nel bosco fino al Passo del Giuff. Da qui si continua verso la sorgente delle Forbesette, collegandosi progressivamente ai sentieri provenienti dal versante di Morterone prima dell’ultima salita verso la cima.
La presenza del bosco per buona parte del tragitto rende questa soluzione particolarmente piacevole nelle giornate più calde. La definizione di “facile” deve però essere considerata in relazione agli altri sentieri della montagna: rimangono circa 800 metri di dislivello da affrontare e servono calzature adatte, allenamento e condizioni meteorologiche favorevoli.
Sentiero 5-1: la via più battuta dai Piani d’Erna
Il sentiero 5-1 rappresenta una soluzione più diretta. Dalla Bocca d’Erna entra inizialmente nella pineta e, dopo circa venti minuti, si collega al Sentiero 1, la via classica che sale da Lecco. Da quel punto si continua verso la parte alta della montagna, dove il terreno diventa progressivamente più roccioso e panoramico.
Il percorso è classificato EE, presenta circa 700 metri di dislivello e richiede indicativamente 2 ore. Lungo il tratto iniziale si incontrano anche un passaggio leggermente esposto con catena e alcuni attraversamenti rocciosi.
È quindi più rapido del sentiero attraverso il Passo del Giuff, ma richiede maggiore sicurezza sui terreni di montagna. Una combinazione frequente consiste nel salire attraverso il 5-1 e utilizzare il 17-7 per il ritorno, evitando così di percorrere esattamente lo stesso itinerario in entrambe le direzioni.
Val Caldera e Canale Bobbio: alternative per escursionisti esperti
La Val Caldera, percorsa dal sentiero 8, propone un ambiente più vario. Dopo il Passo del Giuff il percorso attraversa il bosco con alcuni passaggi esposti attrezzati con catene, per poi entrare in un ghiaione e raggiungere la parte superiore della montagna. È classificato EE, con circa 700 metri di dislivello e 2 ore di salita.
Ancora più diretto è il sentiero 10 attraverso il Canale Bobbio. Con un tempo indicativo di circa un’ora e mezza è il collegamento più breve tra i Piani d’Erna e la vetta, ma non per questo il più semplice. Il percorso attraversa pendii ripidi, canali rocciosi e tratti esposti; nella parte più tecnica sono presenti catene che aiutano la progressione. È classificato EE ed è consigliato a escursionisti con esperienza.
La scelta non dovrebbe quindi essere effettuata soltanto confrontando i tempi: sul Resegone il percorso più corto può essere anche quello che richiede maggiore attenzione.
Qual è la difficoltà dell’escursione sul Resegone?
La difficoltà dell’escursione sul Resegone cambia in base al percorso scelto. Partendo dai Piani d’Erna, il sentiero attraverso il Passo del Giuff è generalmente considerato il più accessibile: è classificato E, richiede circa 2 ore e 30 minuti di salita e presenta un dislivello di circa 800 metri. Pur essendo la soluzione meno tecnica, resta comunque un itinerario di montagna che richiede un minimo di allenamento e una buona abitudine a camminare.
Più impegnativi sono invece il sentiero 5-1, la Val Caldera e il Canale Bobbio, tutti classificati EE. Il 5-1 e la Val Caldera richiedono indicativamente circa 2 ore di salita e affrontano un dislivello di circa 700 metri, mentre il Canale Bobbio è più breve, con un tempo medio di circa un’ora e mezza, ma presenta tratti più ripidi ed esposti. Il fatto che un percorso richieda meno tempo, quindi, non significa necessariamente che sia anche il più semplice.
Chi ha poca esperienza può orientarsi verso il Passo del Giuff, mentre gli itinerari classificati EE sono più indicati per escursionisti abituati a muoversi su terreno roccioso, ripido o esposto. È inoltre importante considerare che queste difficoltà fanno riferimento a condizioni normali: pioggia, neve, ghiaccio o scarsa visibilità possono rendere anche i sentieri più accessibili decisamente più impegnativi.
Punta Cermenati: qual è la cima più alta del Resegone?
La cima Monte Resegone Lecco più elevata è Punta Cermenati, che raggiunge i 1.875 metri. È uno dei rilievi che compongono la caratteristica cresta dentata del massiccio ed è il punto verso cui convergono i principali itinerari escursionistici.
Sulla sommità si trova la grande croce in ferro, inaugurata nel 1925 e diventata uno dei simboli della montagna. Dalla vetta il panorama si apre su Lecco, sui laghi briantei e, nelle giornate più limpide, verso un ampio settore delle Alpi.
A poca distanza dalla croce, appena sotto la cima, sorge il Rifugio Luigi Azzoni. La sua posizione a circa 1.860 metri lo rende il principale punto di appoggio per gli escursionisti che raggiungono Punta Cermenati.
Perché si chiama Resegone e di quale roccia è formato?
Il nome della montagna deriva direttamente dal suo profilo. “Resegone” è collegato al termine locale resega, cioè “sega”, un riferimento alla successione di punte che rende la cresta simile ai denti di una lama. È proprio questa forma frastagliata a renderlo immediatamente riconoscibile anche osservandolo da Lecco e dalla pianura.
Dal punto di vista geologico, il Resegone è un massiccio dolomitico. La dolomia è una roccia sedimentaria composta prevalentemente dal minerale dolomite, un carbonato di calcio e magnesio.
La natura della roccia contribuisce all’aspetto aspro della parte superiore della montagna, dove prati e boschi lasciano progressivamente spazio a canali, pinnacoli e pareti rocciose.
Cos’è l’Anello del Resegone?
L’Anello del Resegone non indica la semplice salita fino a Punta Cermenati, ma un itinerario più ampio che permette di attraversare diversi versanti del massiccio. A seconda del punto di partenza e delle varianti scelte, il percorso può collegare ambienti e sentieri molto differenti tra loro.
Partendo dall’area dei Piani d’Erna è possibile costruire un giro che passa attraverso punti come il Passo del Fò, la Passata, il versante bergamasco, il Rifugio Resegone e il Passo del Giuff, prima di tornare verso il versante lecchese.
È un’escursione diversa dalla classica salita alla vetta e richiede una pianificazione più attenta, soprattutto per lunghezza e concatenazione dei sentieri. Prima della partenza è quindi utile consultare una cartografia escursionistica aggiornata e stabilire con precisione la variante da percorrere.
Che cos’è l’Assalto al Resegone?
Il legame tra Lecco e la sua montagna si ritrova anche nell’Assalto al Resegone, storica manifestazione organizzata dalla Società Escursionisti Lecchesi. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di portare numerosi escursionisti verso la parte alta del massiccio attraverso diversi itinerari.
La tradizione risale agli anni Sessanta e prevede la salita al Rifugio Azzoni partendo da differenti località ai piedi del Resegone. L’ Assalto racconta il rapporto storico degli abitanti del territorio con il Resegone e continua a essere uno degli appuntamenti escursionistici più riconoscibili dell’estate lecchese.
Come prepararsi per un’escursione sul Resegone?
La scelta dell’itinerario deve partire dalle proprie capacità e non soltanto dal tempo necessario per raggiungere la vetta. Anche il percorso più accessibile dai Piani d’Erna presenta un dislivello significativo, mentre le alternative classificate EE possono includere tratti ripidi, rocciosi o esposti.
Sono quindi consigliate scarpe da trekking con una buona aderenza, acqua sufficiente e abbigliamento adatto ai cambiamenti di temperatura in quota. Prima della partenza vanno controllate le previsioni meteorologiche e, quando possibile, le condizioni aggiornate dei sentieri. In presenza di neve o ghiaccio, percorsi normalmente escursionistici possono richiedere esperienza e attrezzatura specifiche.
Per chi utilizza la funivia è altrettanto importante calcolare i tempi considerando il ritorno e non soltanto la salita. Verificare l’ultima corsa, l’apertura dei rifugi e il meteo prima di incamminarsi permette di organizzare la giornata con un margine adeguato, senza dover accelerare nella parte finale dell’escursione.